Perché la scuola dovrebbe occuparsi dei media e, tra essi, in particolare, di Internet e cellulari?
La Media Education offre alla scuola l’opportunità di farsi carico di un impegno pedagogico nei confronti delle nuove tecnologie e di tutti i media in generale che, oggi, non solo informano e amplificano i fatti, ma propongono valori e modelli di comportamento. I ragazzi ci sono nati, gli adulti stanno imparando. Ma ormai, per tutti, Internet e cellulari hanno cambiato profondamente modalità di comunicazione, socializzazione, apprendimento e informazione.
La scuola può occuparsi delle nuove tecnologie attraverso un duplice approccio:
È tuttavia possibile ipotizzare un modello integrato che consiste nel pensare la multimedialità come ambiente di lavoro che scardina la lezione frontale e che avvicina i docenti al mondo dei ragazzi nei contenuti, nel linguaggio, e nel rapporto. Un approccio che, introducendo le nuove tecnologie nella didattica, crea un ambiente formativo basato sulla creatività, sull’autonomia e sulle competenze tecniche.
In tal senso la Media Education incide sul rapporto che i ragazzi hanno con la scuola e agisce sul disagio psicologico, sociale e culturale, nella misura in cui si focalizza sulla relazione e dialogo tra pari, tra docenti e studenti, favorendo scambio e collaborazione.
È importante che ogni docente, a prescindere dalla materia, affronti un percorso di Media Education. L’introduzione di una disciplina ad hoc, auspicabile per un verso, potrebbe de-responsabilizzare i colleghi degli altri insegnamenti.
Internet è un canale comunicativo dalle straordinarie caratteristiche. La sua accezione, positiva o negativa, dipende dall’utilizzo che se ne fa e dalla funzione che esso svolge all’interno del sistema di relazioni in cui si muove. Tuttavia, Internet presenta alcune peculiarità specifiche che ne giustificano la rapidissima diffusione e il ruolo che esso oggi assume nella vita di molte persone.
I ragazzi di oggi nascono e crescono insieme ad Internet e al cellulare, e le nuove tecnologie fanno parte della loro quotidianità. Si prendono e si lasciano tramite sms o chat , cercano informazioni in Internet su amicizia, affetti e sesso, perdono la cognizione del tempo ricordandosi di mangiare perché il gioco sullo schermo ogni tanto li avvisa, si creano vite parallele in giochi di realtà virtuale come Second Life.
Internet e cellulari rappresentano un nuovo modo di comunicare con gli altri. Le nuove tecnologie alimentano un mondo di relazioni, di emozioni, di scambio di informazioni e di apprendimento. Un mondo che offre opportunità di crescita senza precedenti.
Anche i più giovani utilizzano Internet e cellulari in base ai propri bisogni e motivazioni. Spesso hanno l’esigenza di socializzare, di conoscere, di condividere pensieri ed emozioni, talvolta riguardanti la propria vita scolastica, familiare, sessuale e, in generale, sfere molto personali. Stiamo quindi parlando di ragazzi, più in generale di persone, che mentre navigano o parlano al cellulare sviluppano relazioni e vivono esperienze.
Le funzioni più diffuse dell’utilizzo di Internet e cellulari da parte dei giovani sono rappresentate, innanzitutto, dalla ricerca e produzione di contenuti, che avviene attraverso i motori di ricerca (es. google, yahoo) il veloce scambio di informazioni e il facile accesso a forum e blog
Questi, come altri spazi di incontro virtuali (i giochi online o le cosiddette web community ), consentono anche la ricerca e lo sviluppo di contatti tra chi le frequenta. Un altro utilizzo tipico di Internet tra i ragazzi (e non solo) riguarda lo scambio e acquisto di prodotti commerciali, attraverso mercatini e siti più o meno specializzati, come E-bay o i veri e propri negozi virtuali.
La scuola è sempre più chiamata in causa a fronte di episodi che coinvolgono i ragazzi alle prese con un uso improprio delle nuove tecnologie. Ci riferiamo all’invadenza dei telefonini durante le lezioni ma, più seriamente, alla tendenza a filmare e mandare in rete attraverso il cellulare atti trasgressivi, talvolta fortemente devianti (violenza sui più deboli, bullismo, scene di sesso, abusi sessuali, comportamenti inadeguati nei confronti dei docenti, ecc.) proprio, sembra, con la finalità di amplificarne l’effetto trasgressivo e di acquisire notorietà. È infatti utile tenere a mente come, in questa età, tanto più attraente può risultare la “bravata” quanto maggiore è la percezione del rischio corso.