Internet e cellulari fanno parte oramai a pieno titolo della nostra quotidianità. I nostri figli ci sono nati. Noi adulti stiamo imparando a usarli, e ci rendiamo conto che le nuove tecnologie stanno modificando i nostri comportamenti, il nostro modo di comunicare, di informarci, di consumare beni e servizi, di utilizzare il nostro tempo.
Internet e cellulari collocano noi e i nostri figli all’interno di un sistema nuovo di relazioni che chiedono di essere gestiti. Per una madre e un padre intervenire su questo aspetto è più difficile, viene chiamato in ballo un mestiere difficile, quello di genitore, cui spetta di educare in termini affettivi, di conoscenza e di valori.
Al tempo stesso proprio in tale ambito, quello educativo, ogni genitore è già molto competente; lì dove, invece, sente di non esserlo abbastanza può eventualmente apprendere e affinare i propri strumenti per supportare i propri figli nell’utilizzo critico di internet e dei cellulari.
Incrementa le tue competenze tecniche nell’utilizzo del computer, di Internet, dei cellulari, acquistando familiarità con le applicazioni e le funzionalità di tali strumenti. Questo è utile sia per avvicinarti al mondo di tuo figlio, in cui ormai indiscutibilmente Internet e cellulari occupano un ruolo centrale, sia per renderti conto meglio di quale utilizzo ne viene fatto, per vigilare e intervenire in modo più efficace.
In questo può esserti d’aiuto tuo figlio, che potrebbe insegnarti come raggiungere certi livelli di dimestichezza nell’uso delle nuove tecnologie.
Usa questa occasione anche come un pretesto per stabilire un canale di scambio, di confronto e di contatto. Inoltre, mostrarsi pronti a imparare dai propri figli ne rafforza la fiducia in se stessi e contribuisce a costruire il loro senso critico e la fiducia nelle loro capacità. Se tuo figlio vede che ti fidi di lui per imparare ad usare le nuove tecnologie, anche lui farà riferimento al modello fiduciario pensando al rapporto con te su questo terreno e questo potrebbe risultare molto utile qualora si trovasse in difficoltà a causa di qualche insidia della rete.
Considera tuo figlio una persona attiva, con risorse autonome, potenzialmente in grado di decifrare i segnali che arrivano dall’esterno, di attivare determinati comportamenti in risposta a tali stimoli, e non quindi solo come vittima passivamente esposta ai pericoli della rete o del telefonino. È importante, piuttosto, rendere tale potenzialità una reale capacità, rafforzando il senso critico e l’autonomia di pensiero, che sono i migliori antidoti alla non-sicurezza e producono una forte riduzione del danno.
Questo può voler dire, ragionando in termini di sicurezza rispetto alle nuove tecnologie, che può avere senso negare l’utilizzo in autonomia di questi strumenti ai figli piccoli, e affiancarli durante la navigazione in Internet.
È utile ricorrere a filtri o sistemi di bloccaggio, a patto però di non pensare che siano sufficienti a garantire la sicurezza e che possano sostituirsi al tuo intervento.
Cerca di condividere la scelta del filtro con loro, esponendo le motivazioni, il funzionamento, i vantaggi e le restrizioni di questo strumento. Inoltre, è importante scegliere un filtro adeguato alla loro età e al loro sviluppo psico-fisico. Qualora il filtro fosse troppo restrittivo o tarato per un bambino di età inferiore a quella di tuo figlio questo sistema lo escluderebbe da tutta una serie di contenuti utili che potrebbe sentire necessario andare a cercare su qualche altro computer non protetto da filtri.
In generale, e più che mai se tuo figlio è adolescente, è importante che impari a leggere, decifrare gli stimoli e rispondere ad essi in modo sicuro ed efficace.
Considera che, attraverso le nuove tecnologie, tuo figlio soddisfa bisogni di comunicazione, di socialità, di conoscenza. Cerca quindi di agire sulle motivazioni e sulle modalità che orientano il suo comportamento nell’utilizzare gli strumenti tecnologici, attraverso un percorso che comincia presto, fin da quando è bambino, e che però trova tempi e modi di espressione adeguati alla sua maturità e abilità.
Assicurati che tuo figlio coltivi interessi e relazioni nella vita reale onde evitare che sviluppi dipendenza nei confronti delle nuove tecnologie e che preferisca trascorrere il proprio tempo tra Internet e cellulari piuttosto che frequentare amici e svolgere attività ricreative fuori casa (cinema, sport, musica etc.).
Se tuo figlio è alle sue prime esperienze con Internet ed è ancora bambino, non temere di spiegargli che grazie alla rete si possono fare tante cose divertenti e educative ma anche brutte esperienze. Spiegagli, secondo modalità adeguate, che purtroppo non tutte le persone sono buone, e rassicuralo al tempo stesso dicendo che tu sei lì a vigilare e proteggerlo. Tuo figlio imparerà così a porsi il problema della necessità di selezionare le sue relazioni interpersonali, e imparerà a discriminare di chi fidarsi.
Lavora sulla comunicazione con tuo figlio. Se essa è efficace, è probabile che in caso di difficoltà, per esempio se è entrato in contatto con persone che gli fanno richieste improprie (adescamento) o con materiale che gli crea disagio (contenuti inadeguati, per esempio violenti, razzisti, pornografici ecc…), per prima cosa si rivolga a te.
Nell’adolescenza il rapporto con i genitori è certamente più complesso, perché tuo figlio cerca e individua i suoi riferimenti principali soprattutto nel gruppo degli amici, dei compagni di scuola. Ma è più che mai necessario, perché se anche espresso velatamente o attraverso lo scontro, egli non cerca solo autonomia ma anche confronto e supporto adulto.
Prendi informazioni e servizi adeguati da chi si occupa, a vari livelli, di tecnologie sicure per i giovani. Considera che, in qualità di genitori, si possiede il diritto di essere informati e supportati in modo adeguato non solo sul funzionamento ma anche sulle implicazioni dei mezzi a disposizione dei propri figli. Tale diritto riconosce alla famiglia la possibilità e la forza di esigere misure adeguate e di influenzare le scelte di mercato.